domenica 30 ottobre 2016

[Recensione]Yukio Mishima - Colori Proibiti

Autore: Yukio Mishima
Titolo Originale: 禁色 (KINJIKI); Italiano: Colori proibiti
Traduzione a cura di: Maria Gioia Vienna
Editore: Universale Economica Feltrinelli
Codice ISBN: 978-88-07-72138-0
Trama: L'anziano e celebre scrittore Shunsuke, che dubita ormai delle proprie qualità artistiche e soffre della propria bruttezza e mancanza di seduzione, ha sviluppato una forte forma di misoginia. Yuuichi (si può scrivere anche Yuichi col trattino sulla u ma, dato che non ho questo carattere, raddoppiare la lettera è la stessa cosa, in pratica, equivale all'allungamento della vocale) invece è un bellissimo giovane, adorato da donne e uomini, del quale lo stesso Shunsuke subisce il fascino. Perciò, quando Yuuichi, sul punto di sposarsi, gli svela di provare in realtà desideri omosessuali, il vecchio gli propone un patto diabolico che lo trasformerà nel suo strumento di vendetta. A causa del suo individualismo narcisista, del carattere algido e della voluttà che prova a far del male a chi lo ama, il giovane è il soggetto perfetto per conquistare le donne e poi lasciarle crudelmente vendicando così tutti gli abbandoni subiti da Shunsuke. Yuuichi accetta per interesse e per vanità.
Voto: 3/5
Buy:
Fa quindi innamorare di sé e soffrire una serie di donne, ma anche molti uomini, con il quale soddisfa il proprio piacere carnale, e intesse sempre nuove relazioni che non gli rimandano altro che l'immagine della propria bellezza. Il patto però nel corso del romanzo a poco a poco si incrina: Yuuichi comincia a sottrarsi alla guida di Shunsuke, finché lo scrittore, conclusa la sua opera, uscirà di scena.

DA QUI  POSSIBILI SPOILER SE NON NE VOLETE CHIUDETE.


La copia cartacea che ho letto che non è mia XD me l'hanno prestata.

Allora, vi giuro che è un caso che mi ritrovo a parlare di due libri per me negativi, spero che il prossimo sia qualcosa di più carino haha. Avevo comunque già avvisato che questo libro non mi era piaciuto. Il fatto è questo: HO UN SERIO PROBLEMA CON I PERSONAGGI SQUALLIDI, mi spiego meglio: io posso arrivare ad amare anche il mostro omicida più efferato quando però questo ha una psicologia dietro. Lessi Hanibal per caso e lo lessi sul serio il tempo del concerto di Renato Zero a casa della mia ex amica. Questo ci sto mettendo MESI perché proprio lo squallore e la vuotezza di questi personaggi non mi va giù, e poi leggo su Wikipedia che la cosa "interessante" di questo romanzo è la psicologia dei personaggi... vado un attimo a buttarmi giù. Seriously. Non ce la faccio. Però prima di arrivare ai personaggi ho un bel po' di altre cose da dire forse più interessanti perché i personaggi dovrebbero morire tutti. E' il secondo libro dopo Jane Austen che mi ha fatto desiderare una bomba sotto il culo di tutti i personaggi...
Ah un altra cosa che dice wikipedia sono gli argomenti trattati che sono tutti importanti  però sono trattati in modo così pesante, e come dicevo, dicendo tante cose che bo sono intricate che si perde il filo oppure ti ritrovi alla fine del pensiero a guardare il libro e chiederti "e quindi?"
Allora partiamo dalla scrittura che pure se chiara, madonna mia pesa una tonnellata ogni pagina, mamma mia il tedio. Per farvi capire mentre Yuuichi e Kyoko passeggiavano, la voce narrante si perde a descrivere la stoffa che fuoriusciva dai vestiti  dei turisti che passavano vicino ai protagonisti. Se venissero eliminate tutte queste parti inutili di cui il lettore se ne sbatte bellamente, 1) ci sarebbe più interesse, 2) il libro sarebbe meno della metà. Io amo Victor Hugo e Anne Rice e menziono questi due scrittori perché sono quelli che usano il linguaggio più forbito tra quelli che personalmente ho letto (forse anche Tolkien ne il Silmarillion solo che lì è un discorso un po' diverso. Ho fatto fatica a seguire il Silmarillion ma non perché la scrittura era pesante ma per la gran quantità di nomi e fatti che si susseguivano mi perdevo spesso, tuttavia non era un tedio), comunque dicevo, ma nessuno dei due infilzava nelle descrizioni cose che non c'entravano niente con ciò che si stava parlando! Come quando Yuuichi pensa al fatto che gli piace l'economia e poi ho letto un intera pagina di fuffa e vaneggiamenti che non ho capito - e non ci tenevo manco a rileggere- e che con l'economia non c'entravano un bel niente.
Ma andiamo alle cose belle che sono minime anche qui ahimè. Le spiegazioni e le descrizioni delle città. Io amo il Giappone e amo il contesto Urban, tuttavia ho trovato i personaggi, nonostante fossero persone immerse nella vita Urban (cioè con lavori, case di famiglia, alti lignaggi che discendono da famiglie Samurai e queste cose le ho amate), completamente distaccati, proprio perché vuoti, li ho trovati come automi, robot che vivono solo alla ricerca di un piacere che è talmente effimero che alla fine vivono di niente. Non si godono le luci di Tokyo, né la pioggia, né il mare che sta li solo per scolpire il fisico di Yuuichi ancora di più, come se lui fosse l'ombelico del mondo, in realtà è un povero idiota che si fa usare fino alla nausea da un vecchio ancora più rivoltante. Belle le descrizioni comunque anche del Giappone del dopo guerra anche se veramente troppo minime per darci un idea. Ho stra amato i tentativi dell'autore di richiamare i momenti tipici della letteratura classica, il "mono no aware" tuttavia, la cosa mi smorza subito l'emozione perché sono momenti futili e che spesso cadono sempre nello squallido. Non rendono. Su Goodreads ho dato tre stelle a  questo romanzo proprio in virtù di queste parti ma me ne sono pentita subito perché sul serio per me non arriva a tre. Un commento diceva: " Un libro black odioso scritto da un misantropo lunatico. Ci sono alcuni passaggi lirici ma per la maggior parte è tutto troppo cinico per me" Ecco. La penso uguale.
Il personaggio di Shunsuke è di quanto più squallido abbia mai letto in vita mia, un uomo che non vale niente e che usa gli altri nella sua perversione, e mi ha fatto girare le belotas oltre modo il suo voler accostare Yuuichi agli adoni dell'antica Grecia.  Non che in Giappone non esistano ragazzi belli ma parliamoci chiaro, non esistono giapponesi con la stessa struttura fisica degli adoni Greci siamo obiettivi XD (mi sento cattiva).
Comunque ho sperato dalle prime pagine che questo vecchio viscido morisse e alla fine crepa ma bo. E un personaggio che lascia solo disgusto e l'apice si raggiunge quando usa il cretino di Yuuichi per "violentare" (scusatemi ma una ubriaca che non capisce niente e che ti ha già rifiutato una volta, se gli fai qualcosa quando non è cosciente per me è violenza) una che... bo... MA VOGLIAMO PARLARE DEI PERSONAGGI FEMMINILI? Allora, io trovai un libro giapponese, poi magari lo recensisco anche quello è un odio, parla di una ragazza LICEALE che si innamora di un host, e ci starebbe pure se lei poi alla fine non si uccide per questo. Per tutto il libro è stata una bambola gonfiabile senza un proprio pensiero e così tutte le donne di questo libro. NESSUNO ha avuto un minimo di spessore, nemmeno la signora Kaburagi. La moglie sta li per bellezza, le due amanti , due donne frivole che a parte la loro frivolezza non hanno niente. La cosa grave e triste è che questa sorta di visione negativa è data dal fatto che (temo) sia il vero pensiero dell'autore in quanto omosessuale (ma questo è solo un mio pensiero e spero di sbagliarmi). Non è il primo libro che leggo sull'omosessualità, ho letto ad esempio un libro che si chiamava "Chiamami con il tuo nome" che era veramente bellino, ma non che uno perché è omosessuale debba odiare le donne eh. Questo è dato anche dal fatto che Mishima vedeva molto alle Teorie del super uomo di D'annunzio (o almeno così mi si disse sotto una discussione, ma anche se non fosse vero, questo mi ha aperto veramente un mondo perché ecco D'annunzio mi sta sulle belotas per lo stesso motivo) solo che... penso che nemmeno D'annunzio trattasse le donne così male (voglio dire amo la visione che ha di Hermione de "La pioggia nel pineto"). Ci sono state cose come la scena del parto, o la stessa gravidanza della moglie di Yuuichi visti come una malattia oppure ha usato un personaggio che sembrava carino, mi ero detta uh finalmente... ma mi ha dato una delusione pazzesca e forse il personaggio più odiato dopo il vecchio Shunsuke, un ragazzetto di 16 anni che però grazie al quale Yuuichi viene scoperto e lì finalmente esce una donna con un certo spessore ossia sua madre (anche in questo caso la moglie si limita a esistere senza incazzarsi né dire nulla, tanto che fa incazzare anche Yuuichi, perché cavolo sei un essere umano non una bambola incazzati! Immaginatevi me che sono sul divano e sbraito questa frase mentre cerco di prendere a cazzotti il libro. I tentativi di stracciarlo sono stati molto forti ma poi mi ricordo che non è mio e mi calmo. L'unica cosa buona che fa Yuuichi nella sua vita è sua figlia che a quanto pare è l'unica che lo riporta per pochissimo sulla buona strada e aver dato il benservito a quel maledetto moccioso che madonna mia l'odio.
Ma poi le donne che si danno delle prostitute da sole.... non sopporto queste cose.
Odio i personaggi bambole gonfiabili, quelli che si fanno trascinare dagli eventi, questo libro mi sta lasciando solo disgusto  mi chiedo come sia possibile che questo sia il più grande scrittore del ventesimo secolo in Giappone e mi spiace dire questo e spero vivamente che sia solo il caso di questo libro. Forse ho letto il romanzo sbagliato, forse leggerò altro perché voglio capire, però per quanto riguarda questo romanzo è veramente un aborto. La trama sarebbe anche interessante, se non fosse stata mossa da personaggi che non hanno null'altro che misoginia e apatia verso la vita, senza uno scopo, che vivono così, perché respirano. Nemmeno Yuuichi che a quanto pare è tutto muscoli e niente cervello, si fa usare solo per avere l'occasione di andare da uomini e alla fine non sa manco lui cosa vuole. Quasi quasi, sono più umani i vari personaggi che sono al Redon (il locale gay dove va) che non lui. Mamma mia vado a prendere i miei libri di letteratura classica Giapponese e me li abbraccio per tutta la vita con tutto che sono un po' assurdi ( eeeee capirete perché se ne parlerò in futuro).
Comunque mi sono confrontata con un mio collega "Giappofilo" cosa ne pensa e mi ha detto che è il suo scrittore preferito. Mi ha confermato quello che ho detto ossia che probabilmente ho letto il libro sbagliato.... quindi vedremo con i prossimi per ora questo è out.

Edit del 30 ottobre:
Bhè ieri ad essere sincera ho postato pur non avendo finito il libro LOL voglio parlare in questo edit degli ultimi capitoli, precisamente, dei capitoli che riguardano il vecchio viscido. Finalmente ho ritrovato in questo capitolo, il "modo bello" e che piace di Mishima. Il tema dell'arte e della bellezza, dell'etica e della bruttezza, dell'illusione e della vita, finalmente è interessante ma dico... se l'è fatto venire al penultimo capitolo? Solo per questo merita una tirata di orecchie. Tornando a Shunsuke, finalmente si capisce com'è che è diventato così: cito
"Vivendo senza voler tentare di vivere, quell'uomo ha il dono dell'indifferenza che è in se una forza vitale difficile da estinguere"
Ecco, questo è in breve quello che mi ha disturbato di tutti i personaggi, ma mentre degli altri non si capisce il perché di tanta vuotezza, e infatti dopo lo dirà di Yuuichi, con Shunsuke ad una certa viene capito , tuttavia io come lettrice non posso perdonarlo nemmeno adesso. Perché voglio capire che determinate cose ti hanno fatto soffrire fin da piccolo ma tu non puoi permetterti di sfogare il tuo rancore su altre persone.

Tra l'altro questo porta automaticamente ad una riflessione che purtroppo anche io ho vissuto ( e forse continuo a vivere a mia insaputa almeno) sulla mia pelle. Dire ad una persona "sei brutta" anche se effettivamente che so, stiamo parlando della figlia di Fantozzi, è quanto di più DEPLOREVOLE al mondo. La cosa ancora più grave è che spesso queste cose vengono dette con una leggerezza allucinante. E non nascondetevi dietro la sincerità che vi prendo a badilate nei denti, perché essere sinceri non vuol dire ferire i sentimenti altrui. Ci sono modi e modi di dire le cose e a volte certe cose possono essere evitate, anche se volete levarvi di dosso una piattola, non ditele mai "sei brutta" ricordatevi che dall'altra parte c'è una persona che può reagire in qualsiasi modo. Shunsuke ad esempio ha reagito divenendo un danno per se stesso e gli altri perché poi s'è vendicato, ma fino a quanto è stato giusto? pensateci.
L'altra citazione che voglio riportare riguarda Yuuichi, sempre detta da Shunsuke:
"La totale mancanza di spiritualità di Yuuichi ha guarito la malattia cronica chiamata arte che ha sempre aflitto Shunsuke, corroso dallo spirito. La totale mancanza di desiderio verso le donne di Yuuichi ha guarito Shunsuke da quel terrore nei confronti della vita, dalla quale si era sempre tenuto lontano a causa del desiderio."
Ora la domanda è? Ma Yuuichi quando si guarda allo specchio la mattina cosa vede? a parte il cretino che è? un pupazzo nelle mani di tutti. Ecco perché mi è odioso, tuttavia verso la fine inizia a smettere di diventare un "puppet" per diventare una persona. In ogni caso il compensare la sua vita con quella di Yuichi continua a non avere senso. Shunsuke doveva trovare il senso della sua arte in se stesso, non creando tutta questa mostruosa vicenda che alla fine ha fatto soffrire tante persone ed è stata comunque inutile. Comunque, capisco cosa ha cercato di fare, lo trovo folle e ancora trovo più folle il fatto che ho dovuto aspettare gli ultimi due capitoli (una decina di pagine) per dare un senso ad un libro di 400 ma ok. Mi è piaciuto molto l'ultimo capitolo, il completo spogliarsi dei due protagonisti anche se ho avuto la sensazione che Yuuichi comunque non capisse cosa gli diceva Shunsuke, cosa che mi è stata confermata dal fatto che la prima cosa che farà con l'eredità è "pulirsi le scarpe". Il problema di questo romanzo è proprio Yuuichi che fino alla fine conferma la sua odiosità. Gli ultimi capitoli comunque, mi hanno fatto alzare una stella quindi cambio anche il voto.



-Kenny

Nessun commento:

Posta un commento