martedì 8 novembre 2016

[Recensione]Kahlil Gibran–Il Profeta

Autore: Kahlil Gibran
Titolo Originale: The Prophet; Italiano: Il Profeta
Traduzione a cura di: G. F. Brambilla
Editore: FELTRINELLI
Codice ISBN: 9788807882708
Trama: Dopo alcuni anni trascorsi in terra straniera, Almustafa (ovvero l'eletto di Dio), sente che è giunto il momento di fare ritorno all'isola nativa. In procinto di salpare egli affida al popolo della città di Orphalese un prezioso testamento spirituale: una serie di riposte intorno ai grandi temi della vita e della morte, dell'amore e della fede, del bene e del male. Pubblicato a New York nel 1923, "Il Profeta" viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l'interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell'esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l'incontro tra due opposte culture, l'orientale e l'occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.
 Voto: 4/5
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DA QUI POSSIBILI SPOILER IO VI HO AVVISATI!

Allora, questo testo si apre con "il profeta", quest'uomo così venerato dagli abitanti di questa città Orphalese, che lui si accinge con  non poca tristezza, a lasciare i quali chiedono al profeta le ultime "pillole" di saggezza esposte in una prosa molto poetica, diciamo come se fossero poesie prosate.
Allora la trama non è nulla di trascendentale, si prende solo la partenza del profeta (che credo voglia impersonare Maometto ma è un mio personale pensiero) usata come escamotage, come motivo, per poter "lasciare le sue perle" a questa gente.
Si legge in poco tempo perché come scrittura scorre a meno che non vi fermiate a riflettere su ogni tema che lui tratta, perché si svolge così, mentre lui parte, le persone gli fanno delle domande sui vari temi spirituali e lui risponde in questo modo molto lirico. Personalmente l'ho trovato un po' troppo sdolcinato il suo modo di scrivere, ad un certo punto il diabete, sopratutto quando lui esprime il suo addio alla città, tuttavia in un testo del genere ci sta, però  non so ho la sensazione che si voglia  dare una forzatura spirituale ad un romanzetto con una trama minima.... mi spiego io ho un libro di Osho che praticamente ha lo stesso fine di questo libro. Ma Osho non usa nessuna trama minima declassando così la spiritualità a "romanzetto spirituale".
Come dicevo sono belle alcune citazioni (sotto vi lascio quelle che mi sono piaciute di più) tuttavia è un libro che non so se comprerei (l'ho letto da ebook).
Un tema importante, più che i temi trattati dallo stesso profeta, a cui questo libro mi ha fatto pensare è: " Perché gli esseri umani sentono il bisogno così forte di avere una guida, un profeta o come volete chiamarlo, spirituale?"
Perché quest'uomo non da agli abitanti di Orphalese un suo parere lasciando il libero arbitrio alle persone, lui dice proprio "dovete fare così" ma un po' come fanno TUTTI i profeti e allora, è giusta questa figura nella vita delle persone? Le "lezioni" che danno i profeti, non potrebbero gli uomini, con umanità, trovarle dentro sé stessi? Questa è una di quelle cose di cui non mi capaciterò mai, ma anche la base della mia filosofia di vita per svilupparmi sia come persona terrena che come persona spirituale. In ogni caso da un lato penso che molte persone dovrebbero leggerlo per aprire gli occhi su un punto di vista più spirituale e meno materialistico mentre, chi ha già una spiritualità più sviluppata dovrebbe pensarci in senso inverso... un po' difficile da spiegare, ma diciamo può fare il lavoro inverso partendo da queste riflessioni a cercarne il senso vero se esse siano veramente consigli  oppure dogmi travestiti da consigli, insomma, se si vuole dare un utilità a questo testo è in questo senso che bisogna andare, secondo me. Suggestivo il finale.
Detto ciò vi lascio le mie citazioni preferite:

L'amore non possiede né vuole essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore. -in AMORE- 
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
Giacché le loro anime albergano nella casa del domani, che voi non
potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d'essere come loro, ma non di renderli come voi siete.
Giacché la vita non indietreggia né indugia sul passato.
Voi siete gli archi dal quali i figli vostri, viventi frecce, sono scoccati innanzi. -(questa forse la conoscete) in FIGLI- 
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più
profondo. -in LAVORO- 
In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi. -in GIOIA E DOLORE (concetto che mi ha ricordato Shopenaouer)- 
In verità, l'avidità del benessere uccide la passione dell'anima e
sogghigna alle sue esequie. -in LA CASA 
Scambiandovi i doni della terra scoprirete l'abbondanza e sarete saziati.
Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà
gli uni avidi e gli altri affamati. -in COMMERCIO- 
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione. -in LIBERTA'- 
L'anima non procede in linea retta, e neppure cresce come una canna.
L'anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali. -in CONOSCENZA 
Il maestro che cammina all'ombra del tempio tra i discepoli non elargisce la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e il suo amore.
E se davvero è saggio, non vi invita ad entrare nella dimora del suo
sapere, ma vi guida alla soglia della vostra mente. - in INSEGNAMENTO- 
Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata? -in TEMPO- 
Voi pregate nell'angoscia e nel bisogno, ma dovreste pregare anche nella pienezza della gioia e nei giorni dell'abbondanza. -in PREGHIERA- 
Perciò la visita a questo tempio invisibile non sia altro che estasi e dolce comunione.
Giacché se entrate nel tempio soltanto per chiedere, voi non avrete.
E se entrate per umiliarvi, non sarete innalzati.
O se entrate a supplicare per il bene altrui, non sarete ascoltati.
Entrare nel tempio invisibile è sufficiente.
Con la parola io non posso insegnarvi a pregare.
Dio non ascolta le vostre parole, se non le pronuncia Egli stesso
attraverso le vostre labbra. -in PREGHIERA- 
Popolo di Orfalese, la bellezza è la vita, quando la vita disvela il suo volto sacro.
Ma voi siete la vita e siete il velo.
La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio.
Ma voi siete l'eternità e siete lo specchio. -in BELLEZZA- 
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.-in MORTE-


-Kenny

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