venerdì 25 novembre 2016

Vampiri... senza brillantina anni 80!

Allora, una recensione della carissima Malisandre (vi invito a dare un occhiata al suo blog che è molto bello e interessante) ha coinvolto un topos letterario che per quanto lo ami per me è anche una dannatissima spina nel fianco: I VAMPIRI.

Perché? Perché da quando esiste quella merda (scusatemi eh) di Twilight i vampiri hanno smesso di essere creature oscure per diventare intrattenimento sessuale per tredicenni arrapate. Mi spiace essere così dura MA É COSI,  ed è a questo punto che mi chiedo ma gli editori, quand'è che hanno dato priorità assoluta al profitto a discapito della qualità?


Al momento sto leggendo una raccolta di Edgar Allan Poe e il pensiero costante che ho e che nei libri sfornati oggi mai e poi mai ritroverò la qualità, la magia e la genialità di un testo simile. Oggi tutti si sentono scrittori e il peggio è che gli editori lo permettono.
Io come molte mie amiche, scriviamo fan fiction ovviamente, ma mai ho pensato di pubblicare anche se mi hanno suggerito di farlo per una mia storia a cui tengo tantissimo ma non la pubblicherei mai e non perché è scritta male ma perché è nata per essere una fan fiction punto e basta. Se devo pubblicare un romanzo deve già nascere come tale. Questa cosa di trasformare le fan fiction in romanzi seriamente deve finire.
Che poi ci sono casi in cui veramente ci sono persone che scrivono da Dio COMPRESO le trame geniali e allora tanto di cappello tutto meritato, ma cose come Twilight e 50 sfumature.... esattamente cos'è che ha spinto un editore a scegliere queste storie? (perché sono entrambe fan fiction di non ricordo cosa #sapevatelo XD). Come dicevo nei commenti a Malisandre, per quanto mi riguarda, gli unici che hanno saputo creare vampiri magistrali sono stati Le Fanu, Stoker e la Rice (sono alla ricerca di altri ma la mia lista si ferma qui).

Il Vampiro come creatura Folkloristica
Penso non sia un mistero sapere che esistono vari tipi di vampiro in base ai vari luoghi in cui se ne parla e anche in base alle varie letterature che si sono sviluppate. C'è quello che muore con l'aglio o con il paletto, c'è il vampiro spietato che è il VERO vampiro come Carmilla e Dracula e quello più passionale e struggente come quelli della Rice, che poi la Rice ha usato vari vampiri, da quello pentito Luis, a quello che si adegua senza perdere la sua spietatezza Lestat, a quello che tutti rispettano Armand e Marius, insomma lei è quella che ha dato il via alla varietà "caratteriale" del vampiro ma SENZA DIMENTICARE MAI  che fondamentalmente è e resta, una creatura oscura.
Invece, la cosa tristissima è che si sta sfruttando l'immagine del vampiro per attirare le bimbette con descrizioni sessuali scadenti e vampiri altrettanto scadenti CHE SI SPOSANO. Non voglio andare oltre dovrebbe già far ridere così (parlo di Bella e Edward mi pare si sposino? Correggetemi se sbaglio).
Ora mi sputtano letteralmente e vi metto qui un mio racconto breve che è diciamo il mio vampiro che rientra nella categoria dei vampiri "passionali", ma non voglio dire altro. E' piccolissima e fa schifo ma hey, io non faccio la scrittrice quindi a me è concesso far schifo e non lo metto per dire che scrivo meglio di queste scrittrici ma perché credo che solo così posso spiegarvi come vedo io il vampiro, perché potrei stare qui fino a domani ma non riuscirò mai a dire abbastanza. E comunque una cosa piccolissima e risale tipo al 2008 o nove ed ero appena uscita dal liceo quindi non aspettatevi una cosa eccelsa però questo racconto per me è molto importante proprio perché da forma al mio topos letterario VAMPIRO ideale.

Title: Victim's confession
Raiting: giallo, nc-17
Genere: Dark,fantasy,original
Avvetimenti: Flash-fic, One-shot, Lime
Author: kenia kenny
Note&Desclaimer: i personaggi in questa storia citati sono frutto della mia testa, aka mi appartengono U.U in ogni caso non scrivo a scopo di lucro.
Status: conclusa

Salve.
Vi starete chiedendo chi sono e perché mi sto prendendo la briga di scrivere questa “testimonianza”.
Chi sono non è importante, ciò che sto per raccontarvi è qualcosa di diverso. Non è neanche importante sapere se son vivo o se son morto, se son uomo o se son donna. Questo lo lascio alla vostra immaginazione, per convenzione, vi parlerò al maschile.
Vorrei soltanto porvi una domanda. Perché girano tante voci, storie, molto spesso atroci fantasie, sulla vita dei vampiri, ma quasi mai o molto raramente, è una vittima che racconta?
Come sapete le strade son due: o si muore, o si diventa vampiri a propria volta, e non trovatemi l’assurda scusa che dopo si perde la memoria perché … il morso di un vampiro, è un esperienza che difficilmente si può dimenticare ed io, adesso, vi farò capire il perché …
“Era molto tardi, quando mi ritrovai a camminare per i sentieri sporchi e squallidi della mia città. Il vento, volteggiava battendo l’asfalto irregolare, sollevando foglie e carte facendole vorticare in una pazza danza a mulinello, come se fossero entrate in una spirale. Le luci dei lampioni ogni tanto venivano meno, lasciando molto spesso al buio quelle strade che già nella penombra avrebbero fatto perdere il coraggio di attraversarle anche a chi ci abitava da anni.
Mi strinsi nel lungo capotto che indossavo e camminando a testa bassa e a passo spedito, mi inoltrai nella strada più che solitaria. Un gatto miagolò terrorizzato, forse spaventato dalla mia ombra e balzò via, facendo rumore tra i cassonetti metallici. Non vi sembra troppo vivido il ricordo dei particolari per farvi anche solo supporre alla lontana che io abbia perso la memoria? Ricordo tutto perfettamente, perfino le sensazioni mi sono rimaste marchiate a fuoco, nei sensi, nella pelle, nella testa.
Mentre poco prima il mio passo, era abbastanza sicuro, adesso la mia sicurezza iniziava a vacillare, proprio come se il vento avesse la forza di scuoterla. Titubante mossi alcuni passi e alzai lo sguardo. Mi resi conto che qualcosa stava prendendo insistentemente possesso dell'atmosfera, della realtà. Qualcosa o qualcuno, stava insistentemente ponendo la sua presenza in quel vicolo scuro, tanto che perfino le luci si inchinarono alla sua forza rendendogli facile il respirare nel suo ambiente: il buio.
Una piccola nebbiolina si alzò dall'asfalto in modo visibilmente innaturale. Non era temperatura da nebbia quella sera, né tanto meno i lampioni si spengono da soli all'unisono improvvisamente.
Scossi il capo e mi costrinsi ad avanzare, guardando di sbieco ai lati, come se cercassi di guardarmi le spalle. Effettivamente, sentivo che qualcuno mi seguiva e lo sentivo così pressante, come se il suo alito gelido mi stesse sussurrando di fermarmi e senza che lo avessi deciso, lo feci.
Ero immobile, mi aspettavo che improvvisamente qualcosa mi avrebbe procurato un dolore lancinante e così avrei visto tutta la mia vita scorrermi davanti agli occhi in un millesimo di secondo per poi, lasciare questo mondo e tutto ciò che poteva offrirmi a soli ventidue anni. Ma tutto ciò non avvenne, o almeno, non avvenne come pensavo che fosse. Ero immobile, impietrito. Cercavo di muovermi ma una forza che non apparteneva a me mi teneva fermo, incatenato lì, potevo soltanto respirare affannosamente e perdere il mio sguardo nelle nuvolette di fumo del mio alito caldo che a contatto con l'aria fredda della notte si condensava.
Poi, quel restare immobile, si trasformò in sostanza, qualcosa che se fosse stato un essere umano avrei percepito come un braccio che mi circondò la vita, strisciando come un serpente gelido, ma al contrario, quel tocco mi fece sentire molto caldo. Stranamente, mi sentì eccitato.
Insieme alla mano e al braccio, o almeno quello che pensavo che fossero che mi circondavano, prese consistenza anche tutta la presenza che avevo avvertito nell'atmosfera, e che si concentrò tutta in un unico punto alle mie spalle. Inclinai la testa verso destra, senza nessun motivo. L'altro o l'altra, non mi aveva minimamente invitato a farlo, né con i gesti, né con la voce. Sentì un viso, scivolare tra i miei capelli, sul mio collo, annusandomi, accarezzandomi quasi. Tutto ciò mi piacque incredibilmente quasi che, inconsapevolmente, mi uscì un gemito e l'altro o l'altra, mi strinse più forte.
Come avrete capito non ho mai saputo se fosse un lui o una lei, e ciò non mi importa saperlo. Una lingua scivolò sulla mia pelle, lasciandovi una scia gelida, come se mi avessero spalmato sul collo una manciata di neve; i brividi incessanti correvano lungo tutta la mia spina dorsale fin dentro al midollo osseo. Ma ero, e lo sono tutt'ora, sicuro che quelli non erano brividi di freddo.
Volevo vedere chi fosse, volevo chiedergli cosa volesse da me, ma non mi uscì una parola perché esse mi morirono in gola. E forse è stato il mutismo della scena a rendere il tutto così fortemente vivido nei sensi. Delle dita lunghe e sottili, mi sfioravano il viso, facendomi socchiudere gli occhi ... mi abbandonai completamente a quelle attenzioni, ormai ero come vittima di una droga. Ma questo torpore venne interrotto da una puntura di spilli sulla gola, proprio dove la vena pulsava il mio sangue bollente direttamente al cuore, carico di tutta quella passione, che inspiegabilmente, mi era cresciuta fin nelle viscere di ogni mia cellula da quando ero stato imprigionato dal suo abbraccio.
Sentii la pelle lacerarsi, per poi toccare alle membrane della carne fino alla vena. Strizzai gli occhi in preda al dolore e alla passione, mordendomi forte le labbra, mentre con la mano che stranamente riuscì a muovere, la portai al lato della mia testa per sfiorare chiunque mi stesse dando tutto ciò.... sono convinto che toccai capelli, di una morbidezza allarmante. Spinsi quella testa di più verso di me, come se ne chiedessi ancora, insaziabile, come se desiderassi e scongiurassi il mio amante a continuare ancora e ancora, finché mi accorsi che ormai la linfa vitale mi stava abbandonando.
Non mi ero reso conto di essermi accasciato tra le sue braccia, ma nonostante la debolezza ne volevo ancora, ancora e ancora, volevo sentire quel brivido, quell'eccitazione e poi.... è stato come se il tempo si fosse fermato per sempre nel momento più paradisiaco, nel pieno dell'apoteosi. La mia vita terrena si era spenta in un orgasmo."


Fine.



Per il lancio pomodori il box commenti è aperto =P Farà anche schifo ma le minacce di farvi arrostiti all'inferno se la vedo altrove vale eh!
Comunque sia, lasciatemi in un commento tutti i libri sui vampiri che credete siano all'altezza delle mie aspettative, magari se riesco a procurarmeli (sono poveraaaaaa) li leggo e ne farò una recensione!
Grazie per esservi sorbiti questo sproloquio, alla prossima!

- Kenny

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